Photo Safari Project 2012

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Tra i tanti lati positivi di partecipare ad un EVS c’è quello di poter scegliere tra una grande quantità di progetti diversi e di poter cercare quello che piu’ si addice ai propri gusti e alle proprie necessità.

Appena arrivata ad Ankara nell’appartamento eravamo in 7 (le 2 ragazze italiane che hanno iniziato il progetto del quale ci occupiamo ora io e Zorro e altri 3 ragazzi che invece si sono occupati di portare avanti il progetto Photo Safari). Il 15 Ottobre le 2 ragazze italiane hanno concluso il loro anno EVS e sono rientrate in Italia, oggi invece sono rientrati anche gli altri 3 volontari che hanno concluso la loro esperienza di 6 mesi e portato a termine il loro progetto.

Il progetto Photo Safari è molto interessante. I 3 ragazzi hanno avuto la possibilità di girare in lungo e largo la Turchia, raccogliere fotografie, interviste e pareri sull’esperienza del Volontariato nei vari workcamps sparsi sul territorio turco. Una vera esperienza “on the road” abbinata ad una preparazione prepartenza fatta di corsi base di lingua turca, corsi di fotografia e design. Hanno passato piu’ di 2 mesi in giro per raccogliere tutte le informazioni necessarie per creare il magazine finale. Un vero e proprio magazine che ha lo scopo di pubblicizzare il piu’ possibile il volontariato internazionale e i workcamps.

Se siete curiosi di vedere il magazine ultimato potete scaricarlo gratuitamente da questo link

Come tutte le esperienze ci sono i pro e i contro. Il mese che ho passato a stretto contatto con questi 3 ragazzi mi ha fatto capire quanto sia importante poter riconoscere i propri limiti e magari evitare di mandare l’application per un EVS per il quale non si è realmente portati. Nel loro caso il lavoro di TEAM era fondamentale per la riuscita finale del progetto, ma purtroppo non tutti sono portati per un lavoro del genere. Tra i 3 ragazzi c’era anche il nostro caro Bathman ed è stato proprio lui la causa di molti disagi e disguidi che si sono riscontrati durante la creazione del magazine. Essere parte di un Team significa lavorare insieme costantemente, colmare le lacune dei propri compagni con le rispettive nozioni e “skills” in modo da diventare totalmente complementari. Quando all’interno di un Team si comincia a non rispettare i propri colleghi e a fare i lavori di testa propria (magari non seguendo le scadenze del gruppo ma quelle della propria capoccia) si vengono a creare grossi problemi. Quando poi la stessa persona che a lavoro ti crea problemi è anche il tuo coinquilino le tensioni e i disagi sono inevitabili…

Mi è dispiaciuto vedere come parte dell’esperienza EVS sia stata “rovinata” da una presenza inadatta al progetto. La cosa non mi ha colpito personalmente, ma ho visto quanto astio si possa accumulare, quanto questa cosa abbia influito sullo stato d’animo degli altri 2 ragazzi… Ed è stato un vero peccato.

Quindi cari aspiranti EVS cercate di capire per cosa siete portati veramente e in cosa siete interessati, altrimenti renderete odiosa l’esperienza agli altri e a voi stessi!

In ogni caso, nonostante tutti questi problemi, posso affermare che hanno fatto un ottimo lavoro, nessuno di loro aveva alcuna esperienza nel campo del giornalismo e tanto meno nella produzione di un magazine… Quindi Congratulazioni a voi! Soprattutto in bocca al lupo per il vostro rientro in patria…

Non sarà facile, lo so.

See you soon my friends

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