Sfide turche 1

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Sicuramente non sarò una donnina delicata ed elegante nei modi, diciamo che ho una goffaggine caratteristica che spesso mi permette di guardare da vicino diversi tipi di suoli. Se a tutto ciò aggiungete i marciapiedi di Ankara (ma anche quelli di Istanbul spesso non scherzano) allora è veramente un mix micidiale (soprattutto per la sottoscritta).

Qualche giorno fa, mentre stavo per uscire dalla palestra, aveva iniziato a piovere di brutto… Io mi guardo intorno, totalmente priva di ombrello o cappuccio e cerco di scrutare l’orizzonte per capire se nel breve periodo ci sia un minimo di possibilità che inizi a spiovere… Era già buio e la strada non troppo illuminata…

Decido di bardarmi il piu’ possibile (pashmina in testa suora style) e faccio i miei primi 5 passi fuori dalla palestra quando, nel tempo di una frazione di secondo, un omino piccino picciò, che lavora al fruttivendolo accanto alla palestra, decide di svuotare un secchio pieno d’acqua sul marciapiede centrandomi in pieno.

Imprecazioni varie ed eventuali  (ed in diverse lingue). Piove e sono zuppa dalla testa ai piedi grazie ad una secchiata d’acqua decisamente non necessaria. Vabeh ormai è fatta… mi incammino con fare incazzato verso casa…

Pioggia+ smog+ marciapiedi e asfalto scrausi= viscidume

Viscidume+ marciapiedi di ankara= pericolo

Procedendo veso casa, zuppa ed incazzata metto il piede su uno di quegli scivoli che teoricamente dovrebbero essere per carrozzine e carrozzelle………. improvvisamente vedo il mio piede schizzare in avanti e automaticamente vado indietro di culo per evitare una craniata. Il risultato è una sorta di spaccata, io a terra dolorante, sotto la pioggia e zuppa di acqua di dubbia provenienza, sola e al buio. Torno a casa (finalmente!) con ginocchio sanguinante, umore pessimo ed un odio profondo verso i geni dell’urbanistica turca ( se mai abbiano acquisito il concetto di urbanistica).

walking in Tunali

Oggi però ho avuto la mia piccola rivincita. Esco dalla palestra, piove, mi bardo, scruto a destra e sinistra l’ipotetica presenza di un omino piccino picciò con un secchio in agguato e vedo che c’è via libera! Mi incammino verso casa testando cautamente ogni mattonella del marciapiede e controllando il livello di viscidume del suolo. Arrivo a casa, zuppa di pioggia ma ancora integra!

AH ANKARA cara! Per oggi t’ho fregato io! Domani è un altro giorno………..

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