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How to obtain your Yabanci Kimlik number online

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Thanks to our on arrival training I finally understood how to get my ID number for foreign people and get the Muzekart (Nice Card that you can use it to get discounts in turkish museums). Below you will find all the instructions step by step:

Turkish citizens are identified by 11 digit long number known as a TC Identity number (‘Türkiye Cumhuriyeti Kimlik Numarası’ or simply ‘TC Kimlik No.’). Foreigners within Turkey are not eligible for a TC Kimlik number, and used to be identified primarily by their tax number, however foreigners with a valid Turkish Residents Permit now are assigned a “Yabancı Kimlik Numarasi” (Foreigners Identity Number), which can be used as a TC number (although they are not the same thing!), and are advised to always carry this with them. Yabancı Kimlik numbers can be identified by the first two digits (which are always 99).

There are two ways to obtain your Yabancı Kimlik number; 1. A visit to the Nüfus office, or 2. Find it online.

The below guide takes you through the very simple process of getting your number; it should only take a matter of minutes…

  1. Visit https://tckimlik.nvi.gov.tr/YabanciKimlikNo/DogumYiliveIkametTezkereNoSorguModul.aspx
    Obtaining your Yabanci Kimlik Number
  2. Enter the following;
    • For “Doğum Yılı“, enter your year of birth
    • For “İkamet Tezkere No“, enter the number found on page 1 of your residency book under ‘İkamet Tezkere’, it will look something like 12/34567
    • In the box at the bottom below the image, enter the numbers/letters from the image.
  3. Click “Sorgula“. The system will search for your information, and if found, display it in the section below:
    Obtaining your Yabanci Kimlik Number
    If you do not see the information, first review the information you entered in step 2, and try again. If that fails there may be a problem with your kimlik number, or it may not have been created yet; if the problem persists, we advise a visit to the Nüfus Office.
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Enjoy Your Confusion (ovvero come affrontare la Turchia e non incazzarsi troppo)

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Sono tornata dal mio on-arrival training e devo dire che sono stata molto contenta di come si è svolto. Prima di tutto ho conosciuto tanti altri volontari EVS attivi sul territorio Turco ed è stato bello condividere le esperienze e confrontarci sui vari progetti e le organizzazioni che ci ospitano. L’atmosfera era perfetta, abbiamo avuto ottimi trainers, abbiamo intervallato momenti di lavoro e analisi dei nostri percorsi con cazzeggio e feste nelle camere che ci hanno permesso di conoscerci meglio e di affiatarci come gruppo.

E’ stato interessante notare che tutti noi abbiamo incontrato un problema comune con i vari ambienti di lavoro: la mancanza di comunicazione oppure una comunicazione spesso a senso unico. Ora mi spiego: spesso capita che quando si lavori con i turchi diano per scontato certe cose, non so perchè credano che non sia necessario comunicare se tu non fai una domanda diretta. Cioè per capirci io se aspetto una risposta  o una conferma e il mio collega sa che aspetto questa risposta/conferma, se non sono io che rompo ogni 3×2 per sapere se ci sono novità, il 90% delle volte accade che la conferma è arrivata (nella sua mente) ma non viene comunicata a me (senza previa domanda diretta)…. certe volte ti cascano le braccia perchè dici “eccheccazzoticosta?” ma alla fine entri nell’ottica che sono fatti cosi e tu ti devi adeguare… quindi t’adegui (oppure rimani in attesa eterna…). Non voglio generalizzare, sicuramente non è sempre cosi, maaaaa dall’altro lato in anni di esperienza sul suolo turco posso affermare che è abbastanza comune.

In soldoni, se vuoi quagliare qualcosa je devi rompe er ….

“Hai fatto questo?”

“E’ confermata questa data?”

“Hai inviato la mail?”

Puffffffffffff !!!!! Si, certe volte è frustrante ma dato che in un certo senso “se le cercano” allora tocca stargli dietro dietro come con i bimbi, altrimenti si perdono per strada tra un kebap e un çay!

Il titolo di questo post è una frase che è nata durante il nostro training ed è semplicemente perfetta, riassume lo stato d’animo con il quale bisogna affrontare il generico casino che ruota  attorno a te in questo paese. Cioè che poi non è che noi Italiani siamo proprio il massimo della precisione eh!! Anzi… ma il fatto che al training fossimo 11 italiani su 22 partecipanti e tutti abbiamo notato la stessa cosa, fa riflettere!

Alla fine abbiamo concordato tutti che la cosa migliore è non incazzarsi, prendere le cose come vengono e Insallah andrà tutto bene 🙂

Voglio ringraziare tutti i ragazzi EVS che ho incontrato durante questi giorni… è stato bello, ci siamo divertiti e soprattutto siete proprio bella gente, fa bene al cuore vedere che ci sono giovani attivi, pieni di energia e curiosità, disposti a lasciare tutto per immergersi in altre culture e cercare di migliorare le cose. In fondo ci bastano vitto e alloggio per stare bene 🙂 fanculo il capitalismo e il consumismo!

Con queste esperienze ti arricchisci dentro… e in fin dei conti è la cosa più bella che possa capitare.

EVS hunting in Istanbul
EVS hunting in Istanbul
Dancing like a Turkish :D
Dancing like a Turkish 😀

Guida EVS (parte 2) Cose imparate nel primo trimestre!

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Il 1° Gennaio si è concluso il primo trimestre di questa nuova avventura.

Il tempo sembra passato in modo strano: velocemente e lentamente, lineare e oscillante.

Le prime considerazioni che posso fare sono sicuramente positive e soprattutto sono felice di aver avuto la possibilità di potermi lanciare in questa nuova esperienza di vita senza permettere alle mie paure di bloccarmi.

Le cose che ho  imparato in questi mesi riguardo al progetto EVS sono diverse, ma il consiglio fondamentale che posso dare per chi ha voglia di iniziare questo percorso è quello di saper scegliere un progetto attinente alle proprie esigenze e ai propri interessi. Io sono stata fortunata perché sono stata selezionata subito ed ho inviato solo una domanda, ma quasi tutte le persone che ho conosciuto hanno inviato decine di domande a differenti progetti EVS nella speranza di essere selezionati almeno da uno di essi…

Quindi qual è il segreto per avere maggiori possibilità di essere selezionato? Oltre all’importanza di creare un CV curato ed esclusivamente in INGLESE, quasi tutti i giochi si muovono sulla vostra “Lettera motivazionale”(sempre in inglese). Posso affermare tranquillamente che la lettera motivazionale è la chiave che può aprire le porte al vostro nuovo progetto di vita.

In questi mesi ho assistito a molti ragazzi che sono entrati nel nostro ufficio alla richiesta di informazioni sull’EVS e la risposta dei capi (che sono poi gli stessi che fanno le selezioni per la loro organizzazione per i volontari che arrivano da fuori) è sempre la stessa: La lettera motivazionale è fondamentale, deve essere curata e spiegare cosa vi spinge a voler partecipare a quel determinato progetto. Spiegare bene il perchè avete scelto X e cosa vi aspettate dal progetto. Se mandate lettere a piu’ progetti siate attenti a cambiarle in modo che siano personalizzate e attinenti al progetto al quale state facendo domanda!

L’inglese: Un’altra cosa fondamentale è la conoscenza di almeno una lingua che vi possa permettere di comunicare col resto della gente… in questo caso viene richiesto l’inglese  e per certi bandi anche un minimo di lingua locale. Inutile che vi fate scrivere la lettera e il cv dall’amico che parla inglese o dalla zia perché pagherete questa cosa sulla vostra pelle. Le persone delle organizzazioni che vi ospitano e i futuri coinquilini e volontari si aspetteranno di poter comunicare con voi   e soprattutto vi servirà per lavorare.

La Flessibilità: come volontari vi verrà richiesto di tutto di più  quindi sappiate che c’è la possibilità che oltre alle vostre “mansioni da programma” vi vengano richieste altre cose. Ovviamente siete volontari e nessuno vi può imporre nulla, ma approfittate di ogni proposta che vi verrà fatta per imparare una cosa in più (che nella vita non si sa mai!). 

I corsi di formazione: per gli EVS ci sono corsi di formazione (training) obbligatori come l’On Arrival Training e il Mid-term training (per chi rimane piu’ di 6 mesi). Il mio On Arrival training si terrà la prossima settimana. Per ora so solo che sarà un’occasione per conoscere gli altri volontari EVS in Turchia e scambiare opinioni ed esperienze. Durerà una settimana e nel mio caso si terrà a Şile, una cittadina a circa 60km da Istanbul, sul Mar Nero. Tutte le spese sono a carico dell’agenzia nazionale quindi doppiamente fico!

Nell’arco dell’anno vi potrà capitare l’occasione di partecipare anche a corsi di formazione non obbligatori, la vostra organizzazione vi chiederà se siete interessati a partecipare e voi date la vostra disponibilità. Io consiglio anche qui di prender parte a più  corsi di formazione possibili anche se sono cose delle quali non avete mai sentito parlare è comunque un’occasione per imparare nuove cose e socializzare… inoltre è sempre tutto pagato quindi perché no?

Un altro consiglio che posso dare per farvi vivere al meglio questa esperienza è quella di dimostrarvi sempre disponibili e cortesi con la vostra organizzazione ospitante. Io mi trovo molto bene a lavorare per il GSM (Genclik Servisleri Merkezi) perché è un piccolo ufficio composto di persone veramente disponibili e cortesi, so che c’è una base di rispetto reciproco e soprattutto non si bloccano sulle stupide formalità. Sono molto flessibili riguardo le esigenze dei vari volontari ma non si fanno prendere per il culo. Se lavorate bene verrete ricompensati a dovere, se stronzeggiate cazzi vostri, questo è il succo.

Se pensate che l’EVS significhi un Erasmus alternativo vi sbagliate alla grande! I comportamenti da adolescenti in vacanza non sono i benvenuti, noi abbiamo i week end per divertirci e il resto della settimana per lavorare. Ci sono stati casi di ragazzi che sono arrivati solo per fare festa e ubriacarsi tutto il tempo… Nessuno obbliga le varie ONG  a tenervi quindi non sorprendetevi se poi venite rispediti al vostro paese con un calcio in culo e il foglio di VIA attaccato dietro alla schiena.

Certe volte il tempo sembrerà non scorrere mai, certe volte invece passerà cosi’ rapidamente da lasciarvi stordito. Tutto questo dipenderà molto da voi, da come saprete spendere il vostro tempo e da che approccio avrete alla vita durante il progetto. Sicuramente vi consiglio di cercare di socializzare il più  possibile, di andare oltre le conoscenze che farete a lavoro e tra coinquilini e di cercare di frequentare gente del luogo per immergervi meglio nella cultura e capire certe sfaccettature culturali che vi potranno solo che aiutare nel corso del tempo. Ampliate il vostro bagaglio culturale ma soprattutto non aspettate che le persone vi bussino alla porta da sole.

Uscite, viaggiate, fate attività extra dal solito lavoro-casa, vivete alla giornata e siate curiosi.

 

Worcamp 2012
Belli eh?
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