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Ankara-Malta-Roma

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Ohhh,

lo so è passato un sacco di tempo dal mio ultimo post ma devo dire che sono state settimane intense e gratificanti! Il 6 febbraio sono partita da Ankara con destinazione Malta, dove ho partecipato ad un intensiiiiiiiiissimo training chiamato Advanced Drama & Tools 2013. Il viaggio è stato spossante: autobus da Ankara ad Istanbul alle ore 23 30.

Teoricamente sarei dovuta arrivare ad Istanbul dopo 6 ore di viaggio, ma l’autista ha deciso di provare ad ucciderci tutti e in 4 ore e mezza ero già nella cara vecchia Costantinopoli. Il volo per Malta era previsto alle 9 50 di mattina, quindi ho passato circa 4 ore in Aeroporto, senza aver dormito un minuto in viaggio e completamente rincoglionita. Alla fine verso le 12 sono arrivata a Malta, e verso le 14 finalmente mi sono messa a dormire! Penso di esser rimasta sveglia per circa 30 ore… e io non c’ho più il fisico per fare ste cose! Mai più!

Grazie alla mia fantastica host organization (GSM) ho avuto la possibilità di esplorare un mondo che mi ha sempre affascinato, ma che allo stesso tempo non pensavo di poterne far parte: il teatro.
In 5 giorni superintensi di training abbiamo approfondito varie tecniche e strumenti che vengono utilizzati nei workshop teatrali (esiste una parola per tradurre Drama in italiano? Perchè in realtà non è proprio teatro teatro… vabbeh) e alla fine del progetto abbiamo potuto creare dei workshop da zero e lavorare direttamente con dei teenagers affetti da diversi tipi di problematiche (disagi fisici, mentali etc). Il risultato è stato decisamente sopra le mie aspettative… è stata un’emozione fantastica quella di vederli partecipare attivamente al nostro laboratorio e soprattutto di vederli sorridere alla fine delle 2 ore trascorse insieme.

Io versione Omino Michelin. Non mi sono mai separata dal mio fedele piumino! Ciao Maltaaaaaaaa!
Io versione Omino Michelin. Non mi sono mai separata dal mio fedele piumino! Ciao Maltaaaaaaaa!
La nostra prima notte fuori! :D
La nostra prima notte fuori! 😀

Era il mio primo approccio con il mondo del teatro e anche la mia prima volta nella fantastica isola di Malta. E’ un paese ricco di storia e pieno di posti interessanti da visitare nonostante sia veramente una minuscola isoletta… è un concentrato di cose belle: persone ospitali, cibo buono, alcool a prezzi stracciati, mare spettacolare, mix culturali e una lingua curiosa.  Devo dire che siamo stati anche un po’ sfigati, siamo riusciti a beccare l’unica settimana di gelo e pioggia continua in secoli di storia maltese… alla fine la cosa non sarebbe stata cosi’ tragica se non fosse per un piccolo particolare:  la struttura dove alloggiavamo non era provvista di un sistema di riscaldamento… perchè solitamente non ne hanno bisogno! Quindi ci siamo muniti di 3/4 coperte, cappelli e sciarpe per cercare di dormire senza morire di freddo.

Tecnica salva testa e orecchie dal freddo... per il naso ci sto ancora lavorando
Tecnica salva testa e orecchie dal freddo… per il naso ci sto ancora lavorando

Ed ora eccomi qui, a Roma, di nuovo, dopo 5 mesi di assenza sono tornata per un breve periodo… Devo dire che è sempre bello rivedere gli amici dopo tanto tempo, Roma è sempre bellissima anche se da anni l’amministrazione locale sta facendo di tutto per distruggerla… Appena arrivata mi sono sparata una bella pizza salciccia e friarielli e mi sono sentita felice, fin quando non ricominci a parlare con la gente e realizzi che la situazione economica continua a peggiorare, alcuni amici sono scappati per sempre, altri stanno facendo le valigie… c’è chi dice di voler combattere per migliorare questo paese ma ormai fatica a crederci anche lui stesso e allora ti fai mille domande… Cosa farò di me? C’è posto per me in questo paese? Perchè ci stanno facendo questo? Perchè devo scegliere se stare con chi amo o se fare un lavoro che amo?

Per ora mi godo Roma da turista… poi si vedrà.

Tevere e Isola tiberina... in una tiepida giornata di inverno.
Tevere e Isola tiberina… in una tiepida giornata di inverno.

Enjoy Your Confusion (ovvero come affrontare la Turchia e non incazzarsi troppo)

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Sono tornata dal mio on-arrival training e devo dire che sono stata molto contenta di come si è svolto. Prima di tutto ho conosciuto tanti altri volontari EVS attivi sul territorio Turco ed è stato bello condividere le esperienze e confrontarci sui vari progetti e le organizzazioni che ci ospitano. L’atmosfera era perfetta, abbiamo avuto ottimi trainers, abbiamo intervallato momenti di lavoro e analisi dei nostri percorsi con cazzeggio e feste nelle camere che ci hanno permesso di conoscerci meglio e di affiatarci come gruppo.

E’ stato interessante notare che tutti noi abbiamo incontrato un problema comune con i vari ambienti di lavoro: la mancanza di comunicazione oppure una comunicazione spesso a senso unico. Ora mi spiego: spesso capita che quando si lavori con i turchi diano per scontato certe cose, non so perchè credano che non sia necessario comunicare se tu non fai una domanda diretta. Cioè per capirci io se aspetto una risposta  o una conferma e il mio collega sa che aspetto questa risposta/conferma, se non sono io che rompo ogni 3×2 per sapere se ci sono novità, il 90% delle volte accade che la conferma è arrivata (nella sua mente) ma non viene comunicata a me (senza previa domanda diretta)…. certe volte ti cascano le braccia perchè dici “eccheccazzoticosta?” ma alla fine entri nell’ottica che sono fatti cosi e tu ti devi adeguare… quindi t’adegui (oppure rimani in attesa eterna…). Non voglio generalizzare, sicuramente non è sempre cosi, maaaaa dall’altro lato in anni di esperienza sul suolo turco posso affermare che è abbastanza comune.

In soldoni, se vuoi quagliare qualcosa je devi rompe er ….

“Hai fatto questo?”

“E’ confermata questa data?”

“Hai inviato la mail?”

Puffffffffffff !!!!! Si, certe volte è frustrante ma dato che in un certo senso “se le cercano” allora tocca stargli dietro dietro come con i bimbi, altrimenti si perdono per strada tra un kebap e un çay!

Il titolo di questo post è una frase che è nata durante il nostro training ed è semplicemente perfetta, riassume lo stato d’animo con il quale bisogna affrontare il generico casino che ruota  attorno a te in questo paese. Cioè che poi non è che noi Italiani siamo proprio il massimo della precisione eh!! Anzi… ma il fatto che al training fossimo 11 italiani su 22 partecipanti e tutti abbiamo notato la stessa cosa, fa riflettere!

Alla fine abbiamo concordato tutti che la cosa migliore è non incazzarsi, prendere le cose come vengono e Insallah andrà tutto bene 🙂

Voglio ringraziare tutti i ragazzi EVS che ho incontrato durante questi giorni… è stato bello, ci siamo divertiti e soprattutto siete proprio bella gente, fa bene al cuore vedere che ci sono giovani attivi, pieni di energia e curiosità, disposti a lasciare tutto per immergersi in altre culture e cercare di migliorare le cose. In fondo ci bastano vitto e alloggio per stare bene 🙂 fanculo il capitalismo e il consumismo!

Con queste esperienze ti arricchisci dentro… e in fin dei conti è la cosa più bella che possa capitare.

EVS hunting in Istanbul
EVS hunting in Istanbul
Dancing like a Turkish :D
Dancing like a Turkish 😀

Descrizioni perfette

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Certe volte ci sono delle descrizioni così perfette che l’unico modo che hai per condividere con il prossimo la stessa sensazione è semplicemente indirizzare alla fonte

—> Ecco cosa penso ogni volta che attraverso la strada in Turchia

Un piccolo omaggio al blog di una delle ragazze che ha concluso la mia stessa esperienze EVS il 15 ottobre 2012 ed ora è alla ricerca della sua nuova avventura…

In bocca al lupo!

Photo Safari Project 2012

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Tra i tanti lati positivi di partecipare ad un EVS c’è quello di poter scegliere tra una grande quantità di progetti diversi e di poter cercare quello che piu’ si addice ai propri gusti e alle proprie necessità.

Appena arrivata ad Ankara nell’appartamento eravamo in 7 (le 2 ragazze italiane che hanno iniziato il progetto del quale ci occupiamo ora io e Zorro e altri 3 ragazzi che invece si sono occupati di portare avanti il progetto Photo Safari). Il 15 Ottobre le 2 ragazze italiane hanno concluso il loro anno EVS e sono rientrate in Italia, oggi invece sono rientrati anche gli altri 3 volontari che hanno concluso la loro esperienza di 6 mesi e portato a termine il loro progetto.

Il progetto Photo Safari è molto interessante. I 3 ragazzi hanno avuto la possibilità di girare in lungo e largo la Turchia, raccogliere fotografie, interviste e pareri sull’esperienza del Volontariato nei vari workcamps sparsi sul territorio turco. Una vera esperienza “on the road” abbinata ad una preparazione prepartenza fatta di corsi base di lingua turca, corsi di fotografia e design. Hanno passato piu’ di 2 mesi in giro per raccogliere tutte le informazioni necessarie per creare il magazine finale. Un vero e proprio magazine che ha lo scopo di pubblicizzare il piu’ possibile il volontariato internazionale e i workcamps.

Se siete curiosi di vedere il magazine ultimato potete scaricarlo gratuitamente da questo link

Come tutte le esperienze ci sono i pro e i contro. Il mese che ho passato a stretto contatto con questi 3 ragazzi mi ha fatto capire quanto sia importante poter riconoscere i propri limiti e magari evitare di mandare l’application per un EVS per il quale non si è realmente portati. Nel loro caso il lavoro di TEAM era fondamentale per la riuscita finale del progetto, ma purtroppo non tutti sono portati per un lavoro del genere. Tra i 3 ragazzi c’era anche il nostro caro Bathman ed è stato proprio lui la causa di molti disagi e disguidi che si sono riscontrati durante la creazione del magazine. Essere parte di un Team significa lavorare insieme costantemente, colmare le lacune dei propri compagni con le rispettive nozioni e “skills” in modo da diventare totalmente complementari. Quando all’interno di un Team si comincia a non rispettare i propri colleghi e a fare i lavori di testa propria (magari non seguendo le scadenze del gruppo ma quelle della propria capoccia) si vengono a creare grossi problemi. Quando poi la stessa persona che a lavoro ti crea problemi è anche il tuo coinquilino le tensioni e i disagi sono inevitabili…

Mi è dispiaciuto vedere come parte dell’esperienza EVS sia stata “rovinata” da una presenza inadatta al progetto. La cosa non mi ha colpito personalmente, ma ho visto quanto astio si possa accumulare, quanto questa cosa abbia influito sullo stato d’animo degli altri 2 ragazzi… Ed è stato un vero peccato.

Quindi cari aspiranti EVS cercate di capire per cosa siete portati veramente e in cosa siete interessati, altrimenti renderete odiosa l’esperienza agli altri e a voi stessi!

In ogni caso, nonostante tutti questi problemi, posso affermare che hanno fatto un ottimo lavoro, nessuno di loro aveva alcuna esperienza nel campo del giornalismo e tanto meno nella produzione di un magazine… Quindi Congratulazioni a voi! Soprattutto in bocca al lupo per il vostro rientro in patria…

Non sarà facile, lo so.

See you soon my friends