Archivi categoria: sfide turche

F.A.Q – Classiche domande turche da approccio amichevole (e menomale!)

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Giovani turchi e turche che passate di qua… ho deciso di rispondere alle domande che fate di frequente in una classica conversazione da introduzione:

1D: Che lavoro fa tuo padre? 

R: Se sei mio amico te lo dico, altrimenti la risposta è machevvòi da me? Non è una domanda da fare nei primi 5 min di conversazione.

2D: Sei sposata?

R: No!

3D: Sei single?

R: No, sono impegnata da molto.

4D: (occhi sgranati e seria preoccupazione per te) E come mai non vi sposate? Hai 26 anni.

R: Apprezzo la preoccupazione che hai nei miei confronti ma ti assicuro che si può vivere benissimo senza matrimonio, non c’ho fretta, non me ne mettere, inoltre che intendi dire con “c’hai 26 anni?”  occhio che ce le prendi.

5D: Hai figli allora?

R: No.

5D: E quando li farai? (di nuovo sguardo preoccupato)

R: Vedi la risposta alla domanda 4D…

….e poi c’è la fantastica conclusione: “Non ti preoccupare ti troviamo un bel turco!”

Beeeeeeeemmmm!

So che può sembrare strano a molte persone, soprattutto data la fretta che c’avete di sposarvi e di mettere al mondo una prole… ma vi assicuro che io sto bene cosi’, libera e felice come una farfalla!

No Wedding plans for me please!

How to obtain your Yabanci Kimlik number online

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Thanks to our on arrival training I finally understood how to get my ID number for foreign people and get the Muzekart (Nice Card that you can use it to get discounts in turkish museums). Below you will find all the instructions step by step:

Turkish citizens are identified by 11 digit long number known as a TC Identity number (‘Türkiye Cumhuriyeti Kimlik Numarası’ or simply ‘TC Kimlik No.’). Foreigners within Turkey are not eligible for a TC Kimlik number, and used to be identified primarily by their tax number, however foreigners with a valid Turkish Residents Permit now are assigned a “Yabancı Kimlik Numarasi” (Foreigners Identity Number), which can be used as a TC number (although they are not the same thing!), and are advised to always carry this with them. Yabancı Kimlik numbers can be identified by the first two digits (which are always 99).

There are two ways to obtain your Yabancı Kimlik number; 1. A visit to the Nüfus office, or 2. Find it online.

The below guide takes you through the very simple process of getting your number; it should only take a matter of minutes…

  1. Visit https://tckimlik.nvi.gov.tr/YabanciKimlikNo/DogumYiliveIkametTezkereNoSorguModul.aspx
    Obtaining your Yabanci Kimlik Number
  2. Enter the following;
    • For “Doğum Yılı“, enter your year of birth
    • For “İkamet Tezkere No“, enter the number found on page 1 of your residency book under ‘İkamet Tezkere’, it will look something like 12/34567
    • In the box at the bottom below the image, enter the numbers/letters from the image.
  3. Click “Sorgula“. The system will search for your information, and if found, display it in the section below:
    Obtaining your Yabanci Kimlik Number
    If you do not see the information, first review the information you entered in step 2, and try again. If that fails there may be a problem with your kimlik number, or it may not have been created yet; if the problem persists, we advise a visit to the Nüfus Office.

Enjoy Your Confusion (ovvero come affrontare la Turchia e non incazzarsi troppo)

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Sono tornata dal mio on-arrival training e devo dire che sono stata molto contenta di come si è svolto. Prima di tutto ho conosciuto tanti altri volontari EVS attivi sul territorio Turco ed è stato bello condividere le esperienze e confrontarci sui vari progetti e le organizzazioni che ci ospitano. L’atmosfera era perfetta, abbiamo avuto ottimi trainers, abbiamo intervallato momenti di lavoro e analisi dei nostri percorsi con cazzeggio e feste nelle camere che ci hanno permesso di conoscerci meglio e di affiatarci come gruppo.

E’ stato interessante notare che tutti noi abbiamo incontrato un problema comune con i vari ambienti di lavoro: la mancanza di comunicazione oppure una comunicazione spesso a senso unico. Ora mi spiego: spesso capita che quando si lavori con i turchi diano per scontato certe cose, non so perchè credano che non sia necessario comunicare se tu non fai una domanda diretta. Cioè per capirci io se aspetto una risposta  o una conferma e il mio collega sa che aspetto questa risposta/conferma, se non sono io che rompo ogni 3×2 per sapere se ci sono novità, il 90% delle volte accade che la conferma è arrivata (nella sua mente) ma non viene comunicata a me (senza previa domanda diretta)…. certe volte ti cascano le braccia perchè dici “eccheccazzoticosta?” ma alla fine entri nell’ottica che sono fatti cosi e tu ti devi adeguare… quindi t’adegui (oppure rimani in attesa eterna…). Non voglio generalizzare, sicuramente non è sempre cosi, maaaaa dall’altro lato in anni di esperienza sul suolo turco posso affermare che è abbastanza comune.

In soldoni, se vuoi quagliare qualcosa je devi rompe er ….

“Hai fatto questo?”

“E’ confermata questa data?”

“Hai inviato la mail?”

Puffffffffffff !!!!! Si, certe volte è frustrante ma dato che in un certo senso “se le cercano” allora tocca stargli dietro dietro come con i bimbi, altrimenti si perdono per strada tra un kebap e un çay!

Il titolo di questo post è una frase che è nata durante il nostro training ed è semplicemente perfetta, riassume lo stato d’animo con il quale bisogna affrontare il generico casino che ruota  attorno a te in questo paese. Cioè che poi non è che noi Italiani siamo proprio il massimo della precisione eh!! Anzi… ma il fatto che al training fossimo 11 italiani su 22 partecipanti e tutti abbiamo notato la stessa cosa, fa riflettere!

Alla fine abbiamo concordato tutti che la cosa migliore è non incazzarsi, prendere le cose come vengono e Insallah andrà tutto bene 🙂

Voglio ringraziare tutti i ragazzi EVS che ho incontrato durante questi giorni… è stato bello, ci siamo divertiti e soprattutto siete proprio bella gente, fa bene al cuore vedere che ci sono giovani attivi, pieni di energia e curiosità, disposti a lasciare tutto per immergersi in altre culture e cercare di migliorare le cose. In fondo ci bastano vitto e alloggio per stare bene 🙂 fanculo il capitalismo e il consumismo!

Con queste esperienze ti arricchisci dentro… e in fin dei conti è la cosa più bella che possa capitare.

EVS hunting in Istanbul
EVS hunting in Istanbul
Dancing like a Turkish :D
Dancing like a Turkish 😀

Descrizioni perfette

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Certe volte ci sono delle descrizioni così perfette che l’unico modo che hai per condividere con il prossimo la stessa sensazione è semplicemente indirizzare alla fonte

—> Ecco cosa penso ogni volta che attraverso la strada in Turchia

Un piccolo omaggio al blog di una delle ragazze che ha concluso la mia stessa esperienze EVS il 15 ottobre 2012 ed ora è alla ricerca della sua nuova avventura…

In bocca al lupo!

Il venerdì

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Il venerdì alle 12 è possibile assistere alla preghiera di massa all’interno della stazione della metro Kizilay. Nella foto stanno allestendo i tappeti dove centinaia di persone si metteranno a pregare… Questo è solo uno dei posti dove è possibile assistere a questo ‘fenomeno’… Posso affermare tranquillamente che è un attrazione per stranieri e turisti in quanto le moschee per pregare non mancano affatto, anzi! Mi piace pensare che il governo turco si gongoli nel far ammirare agli stranieri quanto siano devoti alla religione e quanto siano bravi a permettere di pregare ovunque a costo di intralciare i passeggeri e i passanti costretti a trovare vie secondarie.

Bella Erdoğan!
Come stai? A breve ti scriverò una lettera!
Stammi bene!

Top Ten dei Cibi persi e di quelli ritrovati

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Ebbene ormai sono già 2 mesi e mezzo che sono lontana dal (Bel?)Paese ed inizio ad accusare le prime crisi d’astinenza da:

  1. Parmigiano/Grana (si possono trovare a peso d’oro, io sono povera quindi m’attacco al tram)

  2. Caffè espresso (non sono una grande bevitrice di caffè ma certe volte ne sento il bisogno e il fatto di dover andare da Starbucks per un espresso è frustrante!)

  3. Vino (teoricamente dovrebbe stare al numero 1 in posizione ma è una top ten senza criteri logici quindi cià! Direi che soprattutto ora che il freddo inizia a farsi sentire un buon Vino Rosso mi manca… si trovano vini locali, i prezzi sono cari e il sapore difficilmente paragonabile ai nostri…)

  4.  Basilico fresco e Rosmarino (sto facendo una fatica assurda per trovarlo…e  ancora non ci sono riuscita ARGHHH)

  5. Affettati e vari derivati del porco (YUMM e niente pure qua m’attacco al tram)

  6. La mozzarella di bufala e la burrata (ma tanto quelle le vedete col binocolo pure nel nord italia tsk!)

  7. L’Amarooooooo/ Limoncellooooooo/Mirtoooooo

  8. La pizza diamine! (Per quanto mi stia dilettando a farla in casa, una bella pizza tonda cotta al forno a legna con bufala, pachino e olio extra vergine d’oliva a crudo mi manca!)

  9. Il Pane serio! Non la baguette da francese schizzinoso!

  10. Andare a cena fuori e poter ordinare un piatto di pasta come si deve e sapere che non avrai brutte sorprese! (in questo momento mi viene in mente  una griciaaaaa fatta con la pasta fatta in casa ma sob… qua della pancetta manco l’ombra!)

Cibi che sono stata contenta di riassaporare dopo aaaaaaaaaanni e che compensano, in qualche modo, il vuoto italico:

  1. Yogurt (e non mi parlate dello Yogurt Greco, non sono turca ma vi potrei uccidere comunque… Lo Yogurt Turco è un’aaaaaaaaaaltra storia ed è stata la prima cosa che mi sono fiondata a comprare appena arrivata)

  2. Il Durum Kebap della notte ( molto piccantooooo molto saporitoooo e non c’ha niente a che fare col kebbabbaro di Arco di Travertino -tanto per dirne uno-)

  3. Iskender Kebap (ovvero il Kebap al piatto servito con una piadina ricoperta di carne a sua volta ricoperta di salsa di pomodoro a sua volta ricoperta di burro fuso e servito con accanto lo YOGURT BONO)

  4. Il Manti (in realtà si scrive con la i senza puntino ma vabbeh, in ogni caso sono dei minuscoli raviolini ripieni di carne solitamente serviti con yogurt, spezie e una salsa di pomodoro concentrata)

  5. Ayran (la bevanda turca per eccellenza! Yogurt allungato con l’acqua e sale mescolato a dovere… Una mano santa per dissetarsi e aiuta a digerire quando ti sei mangiato un caprone morto 2giorni prima)

  6. Borek ( esistono in mille modi e con mille ripieni, si tratta di una pasta sottile simile alla pasta sfoglia ripiena di formaggio, verdure, carne… qualsiasi cosa si voglia mettere insomma… può essere cotta al forno oppure fritta)

  7. Salep (http://it.wikipedia.org/wiki/Salep)

  8. Thèèèè o meglio il Çay, il Thè turco… si beve continuamente, ovunque ed è uno stile di vita.

  9. Raki ( superalcolico all’anice)

  10. Simit/ Acma/ Pogaca (la prima è una ciambella con semi di sesamo buonissima, la secondo è una ciambella salata che può essere trovata con diversi ripieni, la terza è una sorta di minipanino anche esso con diversi ripieni)

Colgo l’occasione per linkarvi un sito di ricette turche molto interessante, è gestito da una ragazza turca e scrive tutto in inglese… ecco qui!

Detto ciò sicuramente non morirò di fame, in ogni caso se pensate di venirmi a trovare sapete cosa dovete portarmi 😛

Suggerimento per chi volesse venirmi a trovare!

Pesci fuor d’acqua (to be continued…)

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Io la Turchia l’ho amata e odiata e, come accade quasi sempre in questo tipo di “relazioni”, sono stata in balia di forti sentimenti in periodi differenti della mia vita.

La prima volta che misi piede in questo paese avevo 12 anni e la odiavo profondamente perché sapevo che a breve mi avrebbe strappato via dalla mia vita in Italia, dai miei amici, dalla mia routine, da tutte le certezze di cui un preadolescente ha bisogno in quel periodo. Era il 2000, mio padre si era già trasferito ad Istanbul nel settembre ’99, noi lo seguimmo un anno dopo. Ero arrabbiata, sono stata arrabbiata per molti anni per quella decisione presa senza  consultarmi minimamente. Mi sentivo un pacchetto postale.

Col passare del tempo e degli anni mi sono ambientata, ho imparato la lingua, la cultura, conosciuto le amicizie di una vita e  allo stesso tempo mi sono allontanata sempre più dalle mie origini. Avevo iniziato un processo di idealizzazione sul mio Paese (come accade a quasi tutti gli emigranti dopo tot tempo di lontananza fisica dal proprio paese), credevo che l’Italia fosse più  civile e più  ordinata della Turchia, credevo che fossimo un bel Paese (Il Belpaese) a prescindere dal Berlusconismo costante che continuava il suo percorso imperterrito. Tra le tante cose credevo anche di parlare italiano, in realtà ero diventata uno strano ibrido, avevo perso molto del mio lessico e molto della cultura italiana (cucina a parte!).

 Col senno di poi posso affermare che sono passati velocemente quegli anni… 6 anni che mi hanno cambiato per sempre. Una volta finito il liceo era ora di tornare in Italia, fare le valigie di una vita per l’ennesima volta e trasferirmi per l’ennesima volta. Le amicizie di una vita sono rimaste, chi più  lontano, chi più  vicino… Gli amici di passaggio sono quelli che invece sono spariti (come è successo anche durante il primo trasloco) ma va bene cosi’.  Ti mancano gli odori, i sapori, i colori di una città che ti ha cresciuto come fossi sua figlia. La guardi dall’alto dal finestrino dell’aereo sapendo che non sarà mai un addio, perché in cuor tuo lo sai che non è stata una città come le altre.

Solo dopo diversi anni ho capito quanto questa esperienza abbia contribuito a rafforzare la mia persona. Non mi sono mai sentita al 100% appartenente a qualcosa, tuttora ho la costante sensazione di essere un pesce fuor d’acqua. E’ una cosa con la quale fanno i conti molti figli del mondo, è una delle conseguenze del non avere radici, ma allo stesso tempo hai la fortuna di poterti sentire a casa in ogni angolo del mondo…. e non è  poco.